
Oggi ho assistito alla commedia degli equivoci moltiplicata per tutte le persone che lavoravano e/o telefonavano. C'erano quelli che cercavano di farsi passare per i più intelligenti ed offendevano anche un'addetta delle pulizie pur di farsi notare ed illuminarsi così, sporcando di fango il lavoro altrui.
Poi ci sono i muli che vogliono far credere di essere cavalli di razza e parteciapre alle corse per vincere coppe, medaglie, menzioni di merito, faticando come matti per stare al passo dei veri cavalli. Sono felice di aver avuto come parte quella dell'osservatrice, quasi mi sono stancata per conto terzi tanto si sprecavano energie preziose per essere qualcosa che non apparteneva a nessun soggetto scalpitante. L'intelligente voleva comandare come un imperatore od un'imperatrice, il somaro cavalcare e sfilare con i paramenti sacri, la frustrata rendere impossibile il respiro altrui, l'ignorante salire in cattedra e parlare in sanscrito quando ancora non conosce a fondo la sua lingua madre. Al telefono tutti stavano per morire ed avevano bisogno di parlare urgentemente con un medico od un parente, chi aveva bisogno di chi senza costrutto ne forma.......
Stavo per gridare: " Fermi tutti un'ora di silenzio, non muovetevi e respirate lentamente, respirate in silenzio perchè la vita esige pace e calma." Nel caffè sembrava ci fosse l'arsenico, nel latte la cicuta, nel cibo il cianuro, e tutti esalavano fumi ed odori strani, l'odore della furia collettiva e dell'impazienza del vivere. Ma sanno ancora cosa significa vivere od hanno perso il sapore, il tatto, l'udito, dimenandosi come fossero al buio senza punti di riferimento da un'eternità per l'eternità!? Domenica dovremmo essere ricoperti di neve che rallenterà il moto ma spero pure la lingua e l'affannarsi comune di fronte ad un nonnulla quasi fosse un imperativo comune rompere le scatole anche allo spazio che si occupa oltre che al mondo intero che ci circonda! Non vorrei essere nelle persone che accoglieranno questa sera tanti invasati a cena, a letto, in case che temo si trasformeranno in appendici di campi di battaglia ricolmi di manichini disarticolati quali sono diventati gli esseri umani in questi ultimi giorni di novembre. Alla faccia dell'autunno che infonde calma e serenità, induce al sonno ed al riposo, alla malinconia ed all' introspezione, alla pace ed al raccoglimento interiore. Non ci vorrebbe solo una nevicata ma pure una nebbia fitta ed avvolgente per anestetizzare gli animi riscaldati da desideri e pretese che finiranno per dare ala polvere l'importanza dei diamanti, al fango la legittimità dell'acqua di fonte più pura e cristallina. La giornata sta per finire e dopo tanto tempo ringrazio il cielo di questo degno finale con il gelo alla porta che vuole entrare da ogni pertugio, con le luci avvolte da un'aurea di luminosità soffusa, con i lampioni che emettono sbuffi di vapore e donano all'atmosfera un che di irreale e di magico. Benvenuta sera, ti ho aspettato tanto!


